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# Scienze della salute# Malattie infettive (eccetto HIV/AIDS)

Aumentano le preoccupazioni per l'influenza aviare nel latte vaccino

Uno studio recente valuta la presenza di HPAIV nel latte e l'efficacia della pastorizzazione.

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Nel marzo 2024, un virus serio chiamato influenza aviaria altamente patogena (HPAIV) è stato trovato nelle mucche da Latte negli Stati Uniti. Poco dopo, i test hanno trovato tracce di questo virus nel latte crudo. Questo ha sollevato domande su quanto spesso questo virus potrebbe apparire nel latte e se potesse rappresentare rischi per la salute.

Lavorazione del Latte

Le fattorie raccolgono il latte dalle mucche usando grandi contenitori, chiamati serbatoi di massa, che raffreddano e immagazzinano il latte fino a quando non può essere prelevato per la lavorazione. Alcune fattorie più grandi possono pompare il latte direttamente nei camion cisterna. Questi serbatoi possono contenere latte proveniente da centinaia di mucche. Una volta che il latte arriva agli impianti di lavorazione, subisce una serie di passaggi. Prima, il latte viene filtrato e chiarificato. Successivamente, il grasso del latte viene regolato per soddisfare il contenuto richiesto per diversi prodotti lattiero-caseari. Dopo, il latte viene omogeneizzato, il che comporta riscaldarlo a temperature tra 55-80°C.

Le mucche nelle fattorie più grandi sono monitorate regolarmente per la loro salute. Se una mucca mostra segni di malattia, il suo latte viene tenuto separato dalla fornitura principale per evitare contaminazioni. Tuttavia, alcune mucche infette possono apparire sane e avere comunque il virus nel latte. Anche le mucche che si riprendono dall'infezione possono continuare a liberare tracce del virus per un po'.

Misure di Sicurezza nella Lavorazione del Latte

La Pastorizzazione è un metodo chiave usato per mantenere i prodotti lattiero-caseari sicuri. Questo processo usa il calore per uccidere i batteri nocivi che possono causare malattie. Anche se la pastorizzazione si è dimostrata efficace nel ridurre i rischi per la salute dai prodotti lattiero-caseari, ci sono state poche ricerche su quanto bene funzioni contro il virus dell'influenza aviaria nel latte. Studi precedenti riguardanti le uova suggerivano che la pastorizzazione avrebbe ucciso il virus nel latte, ma esperimenti recenti hanno mostrato risultati contrastanti. Alcuni di questi studi hanno indicato che il virus può sopravvivere più a lungo del previsto alle condizioni di pastorizzazione.

In uno studio, dopo aver applicato calore per 15 secondi a 72°C, è stato ancora possibile rilevare qualche virus infettivo nel latte, evidenziando la necessità di ulteriori ricerche su processi di pastorizzazione efficaci.

Lo Studio

Per capire quanto virus infettivo potesse essere presente nel latte e quanto fosse efficace la pastorizzazione nell'eliminarlo, i ricercatori hanno condotto uno studio. Hanno raccolto campioni di latte da serbatoi di massa da diversi stati, sia da fattorie note per essere colpite da HPAIV che da fattorie non colpite. I campioni sono stati lavorati e testati per cercare la presenza del virus.

Il team ha utilizzato un metodo chiamato RT-PCR quantitativa in tempo reale per controllare la presenza del virus nei campioni. Dei 275 campioni testati, più della metà presentava segni del virus, ma solo una parte di questi conteneva effettivamente virus infettivi. La quantità di virus infettivo trovata era inferiore a quanto suggerivano gli altri test.

Test di Pastorizzazione

Dopo aver confermato la presenza del virus nei campioni di latte, i ricercatori hanno proceduto a testare l'efficacia della pastorizzazione a flusso continuo, un metodo comune usato nell'industria lattiero-casearia. Il latte è stato riscaldato a temperature specifiche e mantenuto per una durata prestabilita per vedere se il virus poteva essere eliminato.

Il setup di pastorizzazione corrispondeva a come funzionano i processi commerciali. Il latte veniva riscaldato, mantenuto e poi raffreddato, con campioni prelevati prima e dopo il riscaldamento per controllare la presenza del virus. I risultati erano promettenti: nessun virus infettivo è stato trovato dopo il processo di pastorizzazione, e il trattamento termico ha costantemente ridotto la quantità di virus infettivo nei campioni.

Risultati

Durante i test di pastorizzazione, i ricercatori hanno scoperto che il latte veniva trattato efficacemente a 72°C. Hanno fatto diversi test a temperature e flussi diversi ma hanno costantemente osservato l'assenza del virus dopo la pastorizzazione. Il tasso di riduzione del virus è stato significativo, suggerendo che il metodo funzionava bene nell'inattivare il virus.

Implicazioni per la Sicurezza Alimentare

La presenza di HPAIV nei prodotti lattiero-caseari ha sollevato preoccupazioni riguardo ai potenziali rischi per la salute dei consumatori. Tuttavia, questo studio fornisce rassicurazioni che il processo di pastorizzazione è efficace nell'eliminare il virus dal latte. I livelli di virus infettivo trovati nei campioni dei serbatoi di massa erano molto più bassi del previsto. È stato anche notato che i prodotti lattiero-caseari pastorizzati venduti nei negozi non contenevano virus infettivo.

Anche se i risultati sono incoraggianti, ci sono ancora delle sfide. La ricerca ha mostrato che non tutte le mucche che mostrano segni di infezione possono apparire visibilmente malate. Pertanto, il monitoraggio e le misure regolatorie devono rimanere rigorosi per garantire che nessuna mucca infetta contribuisca con latte alla filiera alimentare.

Lo studio sottolinea l'importanza della ricerca continua per comprendere appieno il comportamento dei virus nel latte e l'efficacia della pastorizzazione. Sono anche necessari studi futuri su diversi prodotti lattiero-caseari e tipi di latte ad alto contenuto di grassi, che potrebbero presentare rischi differenti.

Conclusione

In sintesi, la rilevazione di HPAIV nelle mucche da latte e nel latte crudo mette in evidenza la necessità di un attento monitoraggio nell'industria lattiero-casearia. Lo studio ha dimostrato che, sebbene il virus possa essere presente, una pastorizzazione efficace riduce significativamente i rischi associati al consumo di prodotti lattiero-caseari. Grazie alle misure di sicurezza consolidate come la pastorizzazione, l'approvvigionamento di latte rimane sicuro per i consumatori. La ricerca continua aiuterà a garantire che questi processi siano ottimizzati e possano affrontare eventuali minacce emergenti in futuro.

Fonte originale

Titolo: Inactivation of highly pathogenic avian influenza virus with high temperature short time continuous flow pasteurization and virus detection in bulk milk tanks

Estratto: Infections of dairy cattle with clade 2.3.4.4b H5N1 highly pathogenic avian influenza virus (HPAIV) were reported in March 2024 in the U.S. and viable virus was detected at high levels in raw milk from infected cows. This study aimed to determine the potential quantities of infectious HPAIV in raw milk in affected states where herds were confirmed positive by USDA for HPAIV (and therefore were not representative of the entire population), and to confirm that the commonly used continuous flow pasteurization using the FDA approved 72{degrees}C (161{degrees}F) for 15 s conditions for high temperature short time (HTST) processing, will inactivate the virus. Double-blinded raw milk samples from bulk storage tanks from farms (n=275) were collected in four affected states. Samples were screened for influenza A using quantitative real-time RT-PCR (qrRT-PCR) of which 158 (57.5%) were positive and were subsequently quantified in embryonating chicken eggs. Thirty-nine qrRT-PCR positive samples (24.8%) were positive for infectious virus with a mean titer of 3.5 log10 50% egg infectious doses (EID50) per mL. To closely simulate commercial milk pasteurization processing systems, a pilot-scale continuous flow pasteurizer was used to evaluate HPAIV inactivation in artificially contaminated raw milk using the most common legal conditions in the US: 72{degrees}C (161{degrees}F) for 15s. Among all replicates at two flow rates (n=5 at 0.5L/min; n=4 at 1L/min), no viable virus was detected. A mean reduction of [≥]5.8 {+/-} 0.2 log10 EID50/mL occurred during the heating phase where the milk is brought to 72.5{degrees}C before the holding tube. Estimates from heat-transfer analysis support that standard U.S. continuous flow HTST pasteurization parameters will inactivate >12 log10 EID50/mL of HPAIV, which is ~9 log10 EID50/mL greater than the mean quantity of infectious virus detected in raw milk from bulk storage tank samples. These findings demonstrate that the milk supply is safe.

Autori: Erica Spackman, N. Anderson, S. Walker, D. L. Suarez, D. R. Jones, A. McCoig, T. Colonius, T. Roddy, N. Chaplinski

Ultimo aggiornamento: 2024-07-03 00:00:00

Lingua: English

URL di origine: https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2024.07.01.24309766

Fonte PDF: https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2024.07.01.24309766.full.pdf

Licenza: https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/

Modifiche: Questa sintesi è stata creata con l'assistenza di AI e potrebbe presentare delle imprecisioni. Per informazioni accurate, consultare i documenti originali collegati qui.

Si ringrazia medrxiv per l'utilizzo della sua interoperabilità ad accesso aperto.

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