Il training di neurofeedback mostra promesse per i pazienti con Parkinson
Uno studio esamina gli effetti del neurofeedback a casa sui sintomi del morbo di Parkinson.
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Indice
La Malattia di Parkinson (PD) colpisce il cervello e rende difficile per le persone muoversi. È la seconda causa più comune di disabilità a lungo termine tra gli anziani, con circa l'1,5% delle persone sopra i 70 anni che affronta questo problema. La malattia provoca vari sintomi, principalmente legati al movimento. Questi includono difficoltà a iniziare i movimenti, movimenti lenti, tremori a riposo, rigidità nei muscoli e problemi di equilibrio.
La malattia si verifica quando alcune cellule cerebrali che producono una sostanza chimica chiamata dopamina iniziano a morire. Questa sostanza è fondamentale per movimenti fluidi e controllati. Per aiutare ad alleviare alcuni dei problemi di movimento, i medici prescrivono spesso farmaci, come la levodopa. Tuttavia, non tutti rispondono allo stesso modo a questi farmaci. Alcune persone possono sperimentare effetti collaterali, che possono essere fisici, come movimenti involontari, o mentali, come confusione o sonnolenza. Per una parte di chi usa il trattamento con levodopa, questi effetti collaterali possono diventare significativi nel tempo.
A causa di queste sfide, c'è una crescente necessità di trattamenti alternativi che non si basino sui farmaci. Un'area promettente di ricerca è rappresentata dalle tecniche di neuromodulazione, che coinvolgono l'uso di metodi per influenzare l'attività cerebrale senza farmaci. Tuttavia, molti studi su questi trattamenti non farmacologici sono ancora nelle fasi iniziali.
Neurofeedback?
Che cos'è il Training diUno degli approcci non farmacologici che ha attirato l'attenzione è il training di neurofeedback. Questo metodo consente agli individui di imparare a controllare la loro attività cerebrale. È visto come un potenziale trattamento alternativo o complementare per le persone con PD.
Il neurofeedback funziona fornendo agli utenti feedback in tempo reale sulla loro attività cerebrale. Per le persone con PD, questo tipo di training potrebbe aiutarle a diventare più consapevoli di specifici segnali cerebrali legati al movimento. A differenza dei metodi tradizionali che possono richiedere attrezzature costose come le macchine per la risonanza magnetica, il neurofeedback può spesso essere condotto utilizzando tecnologie più accessibili e meno costose, come l'elettroencefalografia (EEG).
L'EEG misura l'attività elettrica nel cervello e può essere eseguito in vari contesti, incluso a casa. Questa flessibilità rende il training di neurofeedback un'opzione più pratica per molti pazienti.
L'importanza della Desincronizzazione Relativa agli Eventi Alfa
Un focus nel training di neurofeedback per la PD è un modello di attività cerebrale chiamato desincronizzazione relativa agli eventi alfa (ERD). L'ERD alfa si verifica quando c'è una diminuzione dell'attività delle onde cerebrali alfa poco prima che una persona si muova. Studi dimostrano che le persone con PD hanno una ridotta capacità di produrre questa ERD alfa, il che potrebbe contribuire alle loro difficoltà di movimento.
È interessante notare che, quando questi pazienti prendono i loro farmaci, i loro livelli di ERD alfa possono migliorare. Questa scoperta solleva la questione se le tecniche di training possano aiutare i pazienti a recuperare questa abilità e, di conseguenza, migliorare i loro movimenti.
La ricerca su individui sani mostra che le persone possono imparare a controllare la loro attività alfa pre-movimento attraverso brevi sessioni di neurofeedback. Questo indica che il training potrebbe portare a miglioramenti non solo nell'attività cerebrale ma anche nell'efficienza del movimento.
Lo Studio
Questo studio mirava a esplorare se le persone con PD potessero trarre beneficio da un programma di training di neurofeedback EEG a casa incentrato sull'ERD alfa. I ricercatori hanno progettato un programma di training a più sessioni per determinare se i partecipanti potessero imparare a controllare la loro attività cerebrale relativa al movimento e se ciò potesse migliorare le loro prestazioni fisiche.
Design dello Studio
I partecipanti allo studio erano persone diagnosticate con malattia di Parkinson in fase iniziale. Hanno subito una serie di visite a casa durante le quali hanno partecipato sia a una fase di test che a sessioni di training.
La fase di test ha incluso valutazioni quando i partecipanti erano in terapia e quando non lo erano. La fase di training comprendeva sessioni di neurofeedback in cui i partecipanti hanno imparato a controllare la loro ERD alfa. Hanno eseguito un compito specifico riguardante la forza della presa mentre ricevevano feedback uditivo sulla loro attività cerebrale.
Obiettivi Principali
L'obiettivo principale di questo studio era vedere se il training di neurofeedback potesse essere condotto con successo a casa e se i partecipanti potessero migliorare la loro autoregolazione dell'attività cerebrale alfa. I ricercatori volevano anche esplorare i potenziali benefici di questo training sulle prestazioni motorie e sui sintomi della PD.
Risultati
Attività Corticale
I risultati hanno mostrato che i partecipanti sono riusciti a ridurre con successo l'attività cerebrale ad alta alfa in risposta al training di neurofeedback. Questo risultato è stato evidente confrontando la loro attività cerebrale durante le varie fasi di test. In particolare, quando non assumevano farmaci, i partecipanti hanno dimostrato miglioramenti nei loro modelli di attività cerebrale entro la fine delle sessioni di training.
Un altro importante risultato è stato che i partecipanti hanno mostrato una riduzione dell'attività alfa dalla prima all'ultima sessione di training. Questa scoperta indica che il training è stato efficace nell'aiutare i partecipanti a imparare a controllare la loro attività cerebrale attraverso più sessioni.
Prestazioni Motorie
Lo studio ha anche esaminato come il training di neurofeedback ha impattato le prestazioni motorie. Una misura era il tempo impiegato dai partecipanti per pianificare i loro movimenti. I risultati hanno mostrato che il tempo necessario per avviare i movimenti è diminuito con il training. Questo miglioramento è significativo perché indica che i partecipanti sono diventati migliori nella pianificazione dei loro movimenti nel tempo.
Anche se non ci sono stati cambiamenti significativi in altre misure di prestazione, i miglioramenti nella pianificazione del movimento sono degni di nota. Questo suggerisce che il training di neurofeedback ha avuto un effetto specifico su aspetti del controllo motorio legati alla preparazione.
Esperienza dei Partecipanti
Un'analisi qualitativa del feedback dei partecipanti ha rivelato che la maggior parte degli individui si è sentita positiva riguardo alla loro esperienza di training di neurofeedback. Molti hanno riportato di aver percepito alcuni benefici, tra cui un miglioramento nella camminata e una maggiore sensazione di controllo sui loro movimenti. Quasi tutti i partecipanti hanno espresso la volontà di consigliare il training di neurofeedback ad altri con PD.
I partecipanti hanno anche menzionato di aver trovato il training coinvolgente e potenziante, notando che il feedback visivo e uditivo ha reso l'esperienza più intuitiva e piacevole.
Direzioni Future
I risultati di questo studio mostrano promesse per l'uso del training di neurofeedback EEG a casa come trattamento non farmacologico per la malattia di Parkinson. Le scoperte suggeriscono che i partecipanti possono imparare a controllare la loro ERD alfa attraverso questo metodo, portando potenzialmente a miglioramenti nelle prestazioni motorie.
In futuro, sono necessari studi più ampi per confermare questi risultati e capire come ottimizzare i protocolli di training. La ricerca futura potrebbe anche esplorare l'integrazione del training di neurofeedback con i farmaci, esaminando se questa combinazione potrebbe migliorare i benefici per i pazienti.
C'è anche l'opportunità di indagare ulteriormente altre potenziali applicazioni per il neurofeedback EEG. Questo metodo potrebbe essere adattato per varie condizioni, inclusi sintomi cognitivi in diverse condizioni neurologiche o riabilitazione dopo ictus.
Infine, è cruciale per i ricercatori garantire che vengano seguite le migliori pratiche nella progettazione e reporting di studi sul training di neurofeedback. Questo approccio aiuterà a costruire una solida base per quest'area di ricerca promettente.
Conclusione
In sintesi, questo studio fornisce un'esplorazione iniziale della fattibilità e dei potenziali benefici del training di neurofeedback EEG a casa per le persone con malattia di Parkinson. I risultati positivi indicano che gli individui possono imparare a controllare i loro modelli di attività cerebrale, il che potrebbe portare a un miglioramento delle prestazioni fisiche e a una migliore qualità della vita. La ricerca continua in quest'area potrebbe aprire la strada a trattamenti innovativi non farmacologici che potenziano gli individui con PD.
Titolo: Effects of Home-Based EEG Neurofeedback Training as a Non-Pharmacological Intervention for Parkinsons Disease
Estratto: Aberrant movement-related cortical activity has been linked to impaired motor function in Parkinsons disease (PD). Dopaminergic drug treatment can restore these, but dosages and long-term treatment are limited by adverse side-effects. This experiment reports the first study of home-based electroencephalographic (EEG) neurofeedback training as a non-pharmacological candidate treatment for PD. Sixteen people with PD received six home visits comprising symptomology self-reports, a standardised motor assessment, and a precision handgrip force production task while EEG was recorded (visits 1, 2 and 6); and 3 x 1-hr EEG neurofeedback training sessions to reduce EEG high-alpha power before initiating handgrip movements (visits 3 to 5). Participants successfully learned to self-regulate movement-related alpha rhythms, and this appeared to expedite the initiation of precision movements. There was no evidence of wider symptomology reduction. Interviews indicated that the intervention was well-received. We conclude that home-based neurofeedback for people with PD is feasible and warrants further research.
Autori: Andrew Cooke, J. Hindle, C. Lawrence, E. Bellomo, A. Pritchard, C. MacLeod, P. Martin-Forbes, S. Jones, M. Bracewell, D. Linden, D. Mehler
Ultimo aggiornamento: 2024-02-22 00:00:00
Lingua: English
URL di origine: https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2024.02.19.24303031
Fonte PDF: https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2024.02.19.24303031.full.pdf
Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/
Modifiche: Questa sintesi è stata creata con l'assistenza di AI e potrebbe presentare delle imprecisioni. Per informazioni accurate, consultare i documenti originali collegati qui.
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