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Il Ruolo del Crenarchaeol nelle Sorgenti Termali

La produzione di crenarchaeolo nelle sorgenti calde svela dettagli sull'adattamento microbico.

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I sistemi idrotermali sulla terra sono considerati posti importanti per studiare le origini della vita sulla Terra. Questi ambienti hanno forti variazioni di temperatura e diverse condizioni chimiche che potrebbero aver acceso i primi processi vitali. In questi luoghi estremi si trova un gruppo di microorganismi chiamato Archaea. Gli Archaea sono ben adattati a vivere in condizioni difficili, che possono essere molto calde e stressanti per l'uso dell'energia.

Archaea e le loro membrane

Una delle caratteristiche chiave degli Archaea che li aiuta a sopravvivere è la struttura speciale delle loro membrane cellulari. Le membrane hanno Lipidi unici chiamati iGDGT (glicerolo dibifitanile tetraetere). Questi lipidi permettono agli Archaea di adattarsi a variazioni di temperatura e ambienti chimici. Il numero di strutture ad anello in questi lipidi può variare e questi anelli giocano un ruolo cruciale nella flessibilità della membrana in diverse condizioni.

Gli Archaea possono produrre diverse forme di iGDGT a seconda dell'ambiente. Nella maggior parte degli ambienti, creeranno lipidi con zero a quattro anelli. Tuttavia, nelle sorgenti termali, possono produrre lipidi con più anelli, fino a otto. Questo cambiamento può aiutare gli scienziati a comprendere come le temperature siano cambiate nel tempo usando un metodo chiamato proxy paleotermico TEX86. Sfortunatamente, i ricercatori hanno scoperto che altri fattori ambientali possono influenzare anche il numero di anelli, rendendo più complicato utilizzare questo metodo solo per le letture di temperatura.

Il particolare crenarchaeol

Un tipo di iGDGT, chiamato crenarchaeol, è interessante perché ha un anello di cicloeparano. Tuttavia, gli scienziati non capiscono ancora completamente da dove provenga questo anello o quale sia il suo scopo nell'ambiente. Anche se i ricercatori hanno fatto progressi nel comprendere come vengono prodotti la maggior parte degli iGDGT, la creazione dell'anello di cicloeparano nel crenarchaeol rimane poco chiara. Il crenarchaeol si trova principalmente in un gruppo specifico di Archaea chiamato Nitrososphaerota, che prosperano nelle sorgenti calde e in altri posti caldi.

Un sottogruppo di Nitrososphaerota, noti come Archaea ossidatori di ammoniaca, è particolarmente abbondante in alcune sorgenti termali. Questi organismi probabilmente hanno avuto origine nelle sorgenti termali e si sono poi diffusi nelle acque oceaniche più fresche nel corso di milioni di anni. Per adattarsi a questi nuovi ambienti meno estremi, hanno dovuto cambiare come erano strutturate le loro membrane. L'introduzione dell'anello di cicloeparano può aiutare a rendere le loro membrane meno compatte e più adattabili.

Ricerca sui modelli di crenarchaeol

Per capire meglio il crenarchaeol e la sua relazione con l'ambiente, gli scienziati hanno raccolto campioni di sedimenti da 41 sorgenti termali in Nord America, Europa e Asia. Hanno misurato vari fattori, tra cui temperatura, livelli di PH e altre caratteristiche chimiche. Analizzando questi dati, i ricercatori volevano scoprire le condizioni che influenzano quanto crenarchaeol viene prodotto.

Nel Parco Nazionale di Yellowstone, sono stati raccolti più campioni nell'arco di quattro anni. Ogni campione forniva importanti informazioni sulle condizioni in queste sorgenti geotermali, come temperatura e acidità. Gli scienziati hanno estratto con attenzione i lipidi da questi campioni e hanno utilizzato metodi avanzati per studiarli in dettaglio.

Risultati sul crenarchaeol e sui fattori ambientali

I risultati hanno mostrato varie relazioni tra le condizioni ambientali e l'abbondanza di crenarchaeol. In particolare, i livelli di pH e le concentrazioni di ferro sono emersi come fattori significativi che influenzano la presenza di crenarchaeol in questi campioni. Hanno trovato che livelli di pH più alti correlevano con maggiori quantità di crenarchaeol, mentre l'acidità generalmente portava a livelli più bassi o assenti.

Curiosamente, anche la temperatura ha giocato un ruolo, ma i suoi effetti erano meno chiari. Anche se studi precedenti in ambienti marini hanno evidenziato la temperatura come principale influenza sulle strutture lipidiche, questo studio ha trovato che il pH potrebbe essere più critico nelle aree geotermali.

Guardando ad altri studi

Per supportare i loro risultati, i ricercatori hanno esaminato studi precedenti che analizzavano campioni lipidici simili. Hanno scoperto che il crenarchaeol era spesso più abbondante in ambienti con un pH superiore a 7. Nelle sorgenti acide, i livelli erano molto più bassi. Inoltre, mentre c'era una leggera correlazione tra temperatura e presenza di crenarchaeol, era più debole rispetto alla relazione con il pH.

I ricercatori hanno unito i dati attuali con altri campioni pubblicati in precedenza provenienti da sorgenti termali, permettendo un'analisi più ampia dell'abbondanza di crenarchaeol. Questo dataset più ampio ha confermato la tendenza secondo cui un pH più alto contribuiva a maggiori quantità di crenarchaeol nei campioni.

Il ruolo del pH nella produzione di crenarchaeol

Il legame tra pH e produzione di crenarchaeol suggerisce che gli Archaea potrebbero essere particolarmente sensibili ai cambiamenti nell'acidità. Quando l'ambiente diventa più acido, questi organismi potrebbero produrre crenarchaeol per aiutare a stabilizzare le loro membrane. Questa adattamento è probabilmente fondamentale per la loro sopravvivenza in condizioni variabili.

Al contrario, le condizioni alcaline non sembravano imporre lo stesso livello di stress. Questo potrebbe spiegare perché il crenarchaeol fosse ancora presente anche in ambienti ad alto pH. La flessibilità fornita dall'anello di cicloeparano nel crenarchaeol potrebbe essere essenziale per gli Archaea per mantenere la loro integrità cellulare in ambienti meno estremi.

Comprendere le temperature e gli ottimi di pH

Per esaminare ulteriormente il crenarchaeol, i ricercatori hanno analizzato le condizioni ottimali per la sua produzione in base ai dati raccolti. Hanno scoperto che l'intervallo di pH con la massima abbondanza media di crenarchaeol era tra 7 e 7,5. Inoltre, la temperatura ideale per la produzione di crenarchaeol si aggirava attorno ai 46°C. Anche se questa temperatura non è la più alta registrata, indica che il crenarchaeol può comunque prosperare in ambienti relativamente caldi.

Collegare i lipidi con la geochimica

Questo studio ha sottolineato l'importanza di integrare i dati lipidici con studi geochimici e metagenomici. Facendo così, i ricercatori possono ottenere una comprensione migliore di come vari fattori influenzino la produzione di crenarchaeol. Il loro lavoro dimostra ulteriormente quanto sia importante il pH per la sopravvivenza e la crescita degli Archaea nelle sorgenti termali.

Un campionamento adeguato e la documentazione dei parametri ambientali miglioreranno notevolmente la ricerca futura. In particolare, comprendere i geni specifici legati alla produzione di crenarchaeol e lipidi correlati aiuterà a svelare i misteri dell'adattabilità di questi microorganismi.

Conclusione

La presenza di crenarchaeol nelle sorgenti termali offre intuizioni preziose su come le forme di vita primordiali potrebbero essersi adattate a varie sfide ambientali. I risultati evidenziano il ruolo del pH nell'abbondanza di crenarchaeol, suggerendo che questi microorganismi hanno meccanismi unici per far fronte ai cambiamenti di acidità. Man mano che i ricercatori continuano a studiare questi ambienti antichi, possono mettere insieme meglio la storia della vita sulla Terra e le strategie sviluppate dagli organismi per prosperare in condizioni estreme.

Fonte originale

Titolo: Environmental controls on crenarchaeol distributions in hydrothermal springs

Estratto: AO_SCPLOWBSTRACTC_SCPLOWThermophilic archaea synthesize cellular membranes composed primarily of isoprenoid glycerol dibiphytanyl glycerol tetraethers (iGDGTs). Cells can adjust the structure of iGDGTs by increasing the number of cyclopentyl rings to enhance lipid packing, thereby decreasing membrane permeability and fluidity to maintain cellular function at high temperature and/or acidic pH. Certain archaea synthesize an iGDGT, crenarchaeol, with four cyclopentyl rings and a unique cyclohexyl ring, the function of which is unknown. Structural modeling suggests the cyclohexyl ring may increase membrane fluidity, potentially representing an adaptation that allowed thermophiles to radiate into cooler environments. To begin to investigate this hypothesis, iGDGT abundance was quantified in forty-one hydrothermal springs in Yellowstone National Park (YNP), USA, and contextualized within a compilation of global hydrothermal spring iGDGTs with pH values of 1.1 to 10.1 and temperatures of 16.3 to 95 {degrees}C. pH most strongly correlated with both crenarchaeol abundance and the number of cyclopentyl rings per iGDGT. Crenarchaeol abundance exhibited a nonlinear relationship with both pH and temperature, with highest abundances at pH 7.4 and 46 {degrees}C, then decreasing in abundance above and below these values. These observations support the hypothesis that crenarchaeols cyclohexyl ring facilitated the adaptation of thermophilic and acidophilic archaea to lower temperature and higher pH niches, enabling their radiation into the marine realm. IO_SCPLOWMPORTANCEC_SCPLOWArchaea change the composition of their membrane lipids to alter the fluidity of their membranes to protect cellular functions from environmental stressors. Some archaea produce a lipid, crenarchaeol, with a unique six-membered ring, the effect of which on archaeal membrane dynamics remains unknown. In this study, we identify pH as the most important geochemical variable for archaeal membrane response in Yellowstone National Park hot springs. In addition, the lipid distributions we find support the hypothesis that crenarchaeol facilitated the archaeal evolutionary transition from hot and acidic to cool and neutral waters. We contextualize these findings in a literature compilation that spans the globe.

Autori: Amanda N Calhoun, J. Blewett, D. Colman, M. J. Amenabar, C. M. Harris, E. Boyd, A. Pearson, W. D. Leavitt

Ultimo aggiornamento: 2024-07-09 00:00:00

Lingua: English

URL di origine: https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2024.07.09.602736

Fonte PDF: https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2024.07.09.602736.full.pdf

Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/

Modifiche: Questa sintesi è stata creata con l'assistenza di AI e potrebbe presentare delle imprecisioni. Per informazioni accurate, consultare i documenti originali collegati qui.

Si ringrazia biorxiv per l'utilizzo della sua interoperabilità ad accesso aperto.

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