Valutazione dei modelli predittivi nella terapia con particelle
Lo studio confronta modelli per prevedere la produzione di positroni nel trattamento del cancro.
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Indice
La terapia con particelle è un trattamento per il cancro che utilizza particelle cariche, come ioni di carbonio o ossigeno, per colpire i tumori. Uno dei vantaggi di questo metodo è la capacità di controllare con precisione la dose di radiazioni somministrata al tumore, minimizzando l'esposizione ai tessuti sani circostanti. Tuttavia, per ottenere i migliori risultati, è essenziale confermare che la dose del trattamento venga somministrata con precisione nel punto giusto all'interno del corpo del paziente.
Un modo efficace per verificare la dose durante la terapia con particelle è monitorare i frammenti che emettono positroni creati quando i fasci di particelle interagiscono con i tessuti. Questi frammenti possono essere rilevati utilizzando una tecnica chiamata tomography a emissione di positroni (PET). Lo scanner PET mostra la distribuzione delle emissioni di positroni, il che aiuta a confermare l'accuratezza della terapia con particelle.
Contesto
Nella terapia con particelle, vengono utilizzati diversi modelli per prevedere come si comporteranno le particelle quando entrano nel corpo. Questi modelli sono cruciali per capire come i fasci interagiscono con i tessuti biologici e per stimare la dose somministrata in diverse aree. Ci sono varie versioni di software di simulazione disponibili per modellare queste interazioni, incluso un toolkit ampiamente utilizzato chiamato Geant4.
Geant4 impiega diversi modelli fisici per simulare il comportamento delle particelle, specialmente come producono frammenti che emettono positroni quando colpiscono i tessuti. Questo studio confronta tre modelli specifici all'interno di Geant4: il Binary Ion Cascade (BIC), la Dinamica Molecolare Quantistica (QMD) e il Liege Intranuclear Cascade (INCL). Ogni modello ha i suoi punti di forza e di debolezza, che influenzano le loro previsioni riguardo alla produzione di positroni.
Scopo dello Studio
L'obiettivo principale dello studio è valutare quanto bene questi modelli all'interno delle diverse versioni di Geant4 possano prevedere la produzione di frammenti che emettono positroni durante la terapia con ioni di carbonio e ossigeno. Confrontando i risultati simulati con i dati sperimentali, possiamo identificare quali modelli e versioni sono i più accurati nel prevedere quanti positroni vengono emessi dopo il trattamento.
Metodi
Per portare avanti lo studio, sono stati irraggiati diversi materiali simili ai tessuti con fasci di ioni di carbonio e ossigeno. Questi materiali includevano polietilene, gelatina e poli(metilmetacrilato) (PMMA). Dopo che i fasci hanno interagito con i materiali, sono state catturate immagini PET 4D per visualizzare i positroni emessi. Questa imaging consente ai ricercatori di analizzare i frammenti prodotti.
I dati raccolti dagli esperimenti sono stati poi confrontati con i risultati generati dalle simulazioni di Geant4. Lo studio ha esaminato dieci diverse versioni di Geant4, che vanno dalla versione 10.0 alla 11.1. Ogni versione è stata testata con i tre modelli di frammentazione per vedere quanto bene prevedevano la produzione di positroni.
Sono stati utilizzati alcuni metriche chiave per valutare i risultati, inclusi errore quadratico medio normalizzato e coefficiente di correlazione incrociata di Pearson. Queste metriche hanno aiutato a quantificare l'accuratezza delle previsioni fatte da ciascun modello.
Risultati
Dall'analisi, è emerso chiaramente che le prestazioni dei modelli variavano significativamente tra le diverse versioni di Geant4 e i modelli di frammentazione. Non c'era un modello migliore che funzionasse bene in tutte le situazioni. Tuttavia, il modello BIC nella versione 10.2 di Geant4 ha mostrato il miglior accordo complessivo con i risultati sperimentali in molti casi di test.
Anche il modello QMD ha dimostrato prestazioni solide, in particolare nell'estimare con precisione la profondità in cui venivano emessi il massimo numero di positroni, così come il punto in cui il rendimento di positroni diminuisce. Al contrario, il modello INCL tendeva a sottoperformare nella maggior parte dei casi.
Regione di Ingresso
Nella regione di ingresso del tessuto irradiato, i frammenti che emettono positroni vengono prodotti principalmente dall'interazione dei fasci di particelle con i materiali bersaglio. Qui, il modello BIC in diverse versioni di Geant4 ha prodotto le misurazioni di errore più basse in quasi tutti i casi di test. Le prestazioni sono state costanti, mostrando previsioni affidabili per il rendimento totale di positroni e per specie di frammenti specifiche.
Regione di Accumulo e Picco di Bragg
Nelle regioni di accumulo e picco di Bragg, sia i processi di frammentazione del bersaglio che del proiettile contribuiscono alla produzione di positroni. I risultati hanno dimostrato che il modello BIC nella versione 10.2 di Geant4 ha nuovamente ottenuto i migliori risultati nella maggior parte dei casi, ma anche altri modelli hanno mostrato risultati solidi. L'accuratezza in questa regione è particolarmente importante perché rappresenta dove viene somministrata la maggior parte della dose di radiazioni durante il trattamento.
Regione di Coda
Nella regione di coda, le emissioni di positroni sono principalmente dovute alla frammentazione del materiale bersaglio. Anche qui, il modello BIC ha fornito previsioni accurate per il totale di positroni emessi, confermando la sua affidabilità attraverso diversi tipi di tessuto e scenari di irradiazione.
Riepilogo dei Risultati
I risultati hanno indicato che la versione 10.2 di Geant4 con il modello BIC è la scelta più affidabile per studi futuri focalizzati sulle terapie con ioni di carbonio e ossigeno. Questa combinazione ha dimostrato di prevedere meglio il rendimento totale di positroni e la distribuzione dei frammenti che emettono positroni durante il trattamento.
Tuttavia, nei casi in cui la profondità precisa del rendimento di positroni è critica, il modello QMD delle versioni 10.4 e 10.6 ha fornito stime migliori. Lo studio ha rivelato che, sebbene le distribuzioni dei frammenti che emettono positroni possano variare da quelle dei rendimenti totali di positroni, il modello BIC rimane comunque l'opzione preferita nel complesso.
Conclusione
Lo studio sottolinea l'importanza di scegliere il modello giusto quando si simula la terapia con particelle. La scelta della versione di Geant4 e del modello di frammentazione influisce notevolmente sull'accuratezza delle previsioni relative alla produzione di positroni. Man mano che la ricerca continua, utilizzare i modelli migliori disponibili migliorerà l'efficacia della terapia con particelle e migliorerà i risultati per i pazienti nel trattamento del cancro.
È necessario un ulteriore lavoro per affinare questi modelli e affrontare le incertezze nelle sezioni trasversali di frammentazione. Facendo così, i ricercatori possono migliorare l'accuratezza predittiva delle simulazioni e, in definitiva, contribuire a migliori strategie di trattamento del cancro.
Riconoscimenti
Il completamento con successo di questa ricerca è stato supportato dalla cooperazione e dalle risorse fornite da varie organizzazioni, migliorando le capacità dello studio.
Titolo: A quantitative assessment of Geant4 for predicting the yield and distribution of positron-emitting fragments in ion beam therapy
Estratto: Purpose: To compare the accuracy with which different hadronic inelastic physics models across ten Geant4 Monte Carlo simulation toolkit versions can predict positron-emitting fragments produced along the beam path during carbon and oxygen ion therapy. Materials and Methods: Phantoms of polyethylene, gelatin or poly(methyl methacrylate) were irradiated with monoenergetic carbon and oxygen ion beams. Post-irradiation, 4D PET images were acquired and parent $^{11}$C, $^{10}$C and $^{15}$O radionuclides contributions in each voxel were determined from the extracted time activity curves. Experiments were simulated in Geant4 Monte Carlo versions 10-11.1, with three different fragmentation models: binary ion cascade (BIC), quantum molecular dynamics (QMD) and the Liege intranuclear cascade (INCL++) - 30 combinations. Total/parent isotope positron annihilation yields were compared between simulations and experiments using normalised mean squared error and Pearson cross-correlation coefficient. Depth of maximum/distal 50\% peak position yield were also compared. Results: Performance varied considerably across versions and models, with no one best predicting all positron-emitting fragments. BIC in Geant4 10.2 provided the best overall agreement with experimental results in the largest number of test cases. QMD consistently provided the best estimates of both the depth of peak positron yield (10.4 and 10.6) and the distal 50\%-of-peak point (10.2), while BIC also performed well and INCL generally performed the worst across most Geant4 versions. Conclusions: Best spatial prediction of annihilation yield and positron-emitting fragment production during carbon and oxygen ion therapy was found to be 10.2.p03 with BIC or QMD. These version/model combinations are recommended for future heavy ion therapy research.
Autori: Andrew Chacon, Harley Rutherford, Akram Hamato, Munetaka Nitta, Fumihiko Nishikido, Yuma Iwao, Hideaki Tashima, Eiji Yoshida, Go Akamatsu, Sodai Takyu, Han Gyu Kang, Daniel R. Franklin, Katia Parodi, Taiga Yamaya, Anatoly Rosenfeld, Susanna Guatelli, Mitra Safavi-Naeini
Ultimo aggiornamento: 2024-04-14 00:00:00
Lingua: English
URL di origine: https://arxiv.org/abs/2402.03499
Fonte PDF: https://arxiv.org/pdf/2402.03499
Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/
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