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# Fisica# Astrofisica delle galassie

Nuove intuizioni sui quasar lontani

Lo studio esplora i quasar radio deboli e le loro proprietà in tutto l'universo.

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Quasar Sbiaditi SvelatiQuasar Sbiaditi Svelatideboli e le loro caratteristiche.Lo studio esamina nove quasar radio
Indice

Negli ultimi anni, gli scienziati hanno acquisito un sacco di conoscenze sui Quasar lontani, che sono oggetti brillanti nell'universo. Questi quasar possono dirci molto su come si sono formate le prime galassie e Buchi Neri. I quasar distanti di solito hanno potenti getti di energia che si ritiene giochino un ruolo importante nella loro evoluzione. Tuttavia, non ci sono molti quasar che sono stati studiati con strumenti precisi, quindi servono più dati per trarre conclusioni accurate.

Obiettivi dello Studio

L'obiettivo principale di questo studio è guardare a quasar radio deboli che sono molto lontani da noi e vedere come le loro strutture e altre proprietà si relazionano a quanto siano forti i loro segnali radio. Ci siamo concentrati su dieci quasar radio deboli scelti per questa osservazione. Questi quasar sono stati osservati usando tecnologia radio avanzata, permettendoci di vedere i loro dettagli fini.

Metodologia

Per osservare questi quasar radio deboli, abbiamo usato un metodo chiamato interferometria a lunga base molto lunga (VLBI) a una frequenza di 1,7 GHz. Questa tecnica fornisce immagini ad altissima risoluzione dei quasar e ci permette di vedere i loro nuclei compatti da cui provengono i segnali radio. Insieme alle osservazioni VLBI, abbiamo anche raccolto dati da altri strumenti radio a bassa risoluzione per capire meglio il comportamento e le proprietà generali di queste fonti.

Dalle nostre osservazioni, siamo riusciti a rilevare nove dei dieci quasar selezionati. La maggior parte di questi quasar ha mostrato un unico nucleo radio debole e compatto. I livelli di potenza radio di questi quasar erano simili a quelli di altri tipi noti di galassie radio.

Inquadramento sui Quasar

I quasar possono essere divisi in due gruppi principali in base a come emettono le onde radio. Il primo gruppo si chiama quasar radio-forti (RLQ), che sono molto brillanti e producono molta energia radio. Il secondo gruppo, noto come quasar radio-debili (RQQ), non emette tanta energia radio. Gli RLQ sono meno comuni degli RQQ, specialmente a distanze maggiori nell'universo.

Le emissioni radio dagli RLQ di solito provengono da potenti getti di plasma che si muovono a velocità elevate. D'altra parte, le emissioni dagli RQQ non sono ancora chiare. Potrebbero originare da vari processi come la formazione stellare nella galassia ospite o altre attività attorno al buco nero. Osservazioni recenti hanno suggerito che alcuni RQQ, in particolare nell'universo lontano, potrebbero avere getti, il che complica la nostra comprensione.

Importanza dei Buchi Neri

Si crede che ogni quasar contenga un buco nero supermassiccio al suo centro. Questi buchi neri variano in dimensione, ma molti di essi sono estremamente grandi, contenendo milioni o miliardi di masse solari. Studiare questi buchi neri ci aiuta a capire come si sono formati e cresciuti nelle prime fasi dell'universo. Comprendere i buchi neri è fondamentale per afferrare la storia e l'evoluzione delle galassie.

Tecniche Osservative

La VLBI è uno strumento potente usato per osservare fonti radio lontane. Combina i dati di più telescopi radio sparsi su vaste distanze, creando immagini con dettagli incredibili. Usando la VLBI, gli astronomi possono raccogliere informazioni sulle strutture dei getti, sulle temperature di luminosità e su altre proprietà dei quasar.

Quando abbiamo fatto queste osservazioni, abbiamo usato una tecnica chiamata riferimento di fase, che aiuta a migliorare l'accuratezza delle nostre misurazioni. Questo implica passare avanti e indietro tra i nostri quasar target e una fonte radio brillante vicina per garantire una raccolta dati precisa.

Risultati delle Osservazioni

Su dieci quasar selezionati, siamo riusciti a rilevarne nove. Queste fonti hanno rivelato strutture dominate dal nucleo, il che significa che la maggior parte delle loro emissioni radio proviene da una piccola regione brillante. Questo risultato è in linea con scoperte precedenti di altri studi VLBI sui quasar ad alto rosso.

Le temperature di luminosità derivate dalle nostre osservazioni indicavano che le emissioni radio erano probabilmente dovute a Nuclei Galattici Attivi (AGN) piuttosto che alla formazione stellare nelle galassie ospiti. Questa scoperta rafforza l'idea che i getti e altre attività legate ai buchi neri siano responsabili delle emissioni radio osservate.

Confronto con Studi Precedenti

Quando abbiamo confrontato i nostri risultati con studi precedenti, abbiamo notato diverse cose. I tassi di rilevamento dei getti compatti nel nostro campione erano significativamente più alti rispetto a quelli osservati in campioni a basso rosso. Questo potrebbe suggerire che le caratteristiche e i comportamenti di questi getti si sono evoluti nel tempo.

Le proprietà degli RQQ e degli RLQ nel nostro campione non hanno mostrato grandi differenze in morfologia o altri parametri fisici. Questo indica che anche i quasar radio deboli possono avere aree centrali forti che emettono onde radio, il che potrebbe sfidare la distinzione tradizionale tra i tipi RQQ e RLQ.

Missione Gaia e Posizioni Ottiche

Oltre alle osservazioni radio, abbiamo utilizzato anche dati dalla missione Gaia, che misura le posizioni degli oggetti celesti con molta precisione. Confrontando le posizioni ottiche di Gaia con le nostre osservazioni radio, speravamo di ottenere più informazioni sulla natura di questi oggetti.

Dei dieci quasar che abbiamo studiato, cinque avevano posizioni ottiche registrate da Gaia. Le posizioni di queste fonti corrispondevano principalmente alle nostre misurazioni radio, indicando che le caratteristiche radio rilevate erano probabilmente collegate ai getti interni che si trovano vicino ai buchi neri.

Proprietà Spettrali e Variabilità

Abbiamo raccolto dati spettrali aggiuntivi da varie misurazioni a piatto singolo e a bassa risoluzione disponibili nella letteratura. Queste misurazioni spettrali ci permettono di capire come si comportano le emissioni radio di questi quasar su diverse frequenze.

La variabilità delle emissioni radio è spesso legata alla presenza di getti o ad altre forme di attività energetica in galassie attive. Confrontando le nostre misurazioni VLBI ad alta risoluzione con altri dati, abbiamo valutato la variabilità delle fonti osservate. Tuttavia, abbiamo trovato solo prove limitate di variabilità, in gran parte a causa delle limitazioni imposte dalla mancanza di misurazioni simultanee.

Non Rilevamento di una Fonte

Uno dei quasar, J03061853, è rimasto non rilevato nelle nostre osservazioni nonostante risultati precedenti suggerissero che potesse avere una struttura di getto compatto. Questa non-rilevazione solleva domande sulla natura delle sue emissioni radio e se possano essere troppo deboli o disperse per essere osservate alle nostre scale di misura.

Relazione Tra Loudness Radio e Temperature di Luminosità

Abbiamo esplorato la relazione tra loudness radio e temperature di luminosità tra i quasar che abbiamo studiato. Poiché il loudness radio si riferisce a quanta energia radio una fonte emette rispetto alla sua luminosità ottica, ci si aspettava che una maggiore loudness corrispondesse a temperature di luminosità più alte.

Abbiamo scoperto una tendenza generale che mostra che i quasar con valori di loudness radio più alti mostrano anche temperature di luminosità più alte. Questa correlazione non è inaspettata, dato che le emissioni radio derivano principalmente dai nuclei compatti degli AGN.

Distribuzione della Potenza Radio

Le potenze radio derivate dai quasar osservati rientravano in un intervallo tipico di alcune fonti radio ben note. Questa scoperta suggerisce che mentre queste fonti possono essere classificate come radio-deboli, possiedono comunque una considerevole potenza radio.

Esaminando una raccolta di altre fonti simili dalla letteratura precedente, abbiamo notato che i nostri risultati si allineavano con le conoscenze consolidate su come la potenza radio è distribuita tra i diversi tipi di quasar. Quelli con un loudness radio più alto tendevano ad avere maggiore potenza radio.

Conclusione

In sintesi, questo studio fa luce su nove quasar radio deboli situati a alto rosso. I nostri risultati dimostrano l'efficacia dell'uso della VLBI per esaminare quasar distanti, rivelando i loro nuclei compatti e confermando la natura attiva delle loro emissioni radio. Le scoperte indicano ulteriormente che la distinzione tra RQQ e RLQ potrebbe non essere così netta come si pensava in precedenza.

Osservazioni future con tecniche di sensibilità e risoluzione migliorate sono necessarie per esplorare quasar più lontani e potenzialmente rivelare ulteriori proprietà dei loro getti e strutture. Il lavoro svolto qui aggiunge un significativo valore alla nostra comprensione della relazione tra emissioni radio, buchi neri e le loro galassie corrispondenti nei primi stadi dell'universo. Gli sforzi di ricerca in corso in quest'area continueranno ad approfondire la nostra conoscenza di queste affascinanti entità cosmiche.

Fonte originale

Titolo: Revealing faint compact radio jets at redshifts above 5 with very long baseline interferometry

Estratto: Over the past two decades, our knowledge of the high-redshift (z > 5) radio quasars has expanded, thanks to dedicated high-resolution very long baseline interferometry (VLBI) observations. Distant quasars provide unique information about the formation and evolution of the first galaxies and supermassive black holes in the Universe. Powerful relativistic jets are likely to have played an essential role in these processes. However, the sample of VLBI-observed radio quasars is still too small to allow meaningful statistical conclusions. We extend the list of the VLBI observed radio quasars to investigate how the source structure and physical parameters are related to radio loudness. We assembled a sample of 10 faint radio quasars located at 5 < z < 6 with their radio-loudness indices spanning between 0.9-76. We observed the selected targets with the European VLBI Network (EVN) at 1.7 GHz. The milliarcsecond-scale resolution of VLBI at this frequency allows us to probe the compact innermost parts of radio-emitting relativistic jets. In addition to the single-band VLBI observations, we collected single-dish and low-resolution radio interferometric data to investigate the spectral properties and variability of our sources. The detection rate of this high-redshift, low-flux-density sample is 90%, with only one target (J0306+1853) remaining undetected. The other 9 sources appear core-dominated and show a single, faint and compact radio core on this angular scale. The derived radio powers are typical of FRII radio galaxies and quasars. By extending our sample with other VLBI-detected z > 5 sources from the literature, we found that the core brightness temperatures and monochromatic radio powers tend to increase with radio loudness.

Autori: Máté Krezinger, Giovanni Baldini, Marcello Giroletti, Tullia Sbarrato, Gabriele Ghisellini, Gabriele Giovannini, Tao An, Krisztina É. Gabányi, Sándor Frey

Ultimo aggiornamento: 2024-10-18 00:00:00

Lingua: English

URL di origine: https://arxiv.org/abs/2406.05192

Fonte PDF: https://arxiv.org/pdf/2406.05192

Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

Modifiche: Questa sintesi è stata creata con l'assistenza di AI e potrebbe presentare delle imprecisioni. Per informazioni accurate, consultare i documenti originali collegati qui.

Si ringrazia arxiv per l'utilizzo della sua interoperabilità ad accesso aperto.

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