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La risposta delle piante a bassa ossigeno e stress

Come le piante si adattano a sfide di ossigeno basso e specie reattive dell'ossigeno.

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Tutti gli organismi viventi che si basano sull'ossigeno per l'energia devono gestire situazioni in cui l'ossigeno è scarso. Queste situazioni, note come ipossia, possono verificarsi quando le piante sono sommerse nell'acqua o in aree di crescita rapida della pianta. In risposta alla bassa concentrazione di ossigeno, le piante attivano geni specifici che le aiutano ad adattarsi a queste condizioni.

Il Ruolo della Cisteina Ossidasi delle Piante (PCO)

Le piante hanno enzimi chiamati Cisteina Ossidasi delle Piante (PCO) che giocano un ruolo chiave nel modo in cui percepiscono i livelli di ossigeno. Le PCO aiutano a regolare le proteine che controllano l'attività genica in risposta alla disponibilità di ossigeno. In condizioni normali, le PCO segnano alcune proteine per la distruzione quando l'ossigeno è presente. Tuttavia, quando i livelli di ossigeno scendono, l'attività delle PCO si riduce, consentendo a specifiche proteine di rimanere stabili e attive.

Una di queste proteine importanti si chiama ERFVIIs, che aiuta a regolare la risposta delle piante alle condizioni di bassa ossigeno. Quando l'ossigeno è carente, le ERFVIIs rimangono stabili e si legano a parti del DNA che innescano l'espressione di geni essenziali per sopravvivere all'ipossia. Questo passaggio aiuta la pianta a passare dalla respirazione regolare alla fermentazione, che è un modo meno efficiente di generare energia ma consente la sopravvivenza durante i brevi periodi di carenza di ossigeno.

Sfide della Reossigenazione

Dopo un periodo di sommersione, le piante affrontano un'altra sfida quando vengono nuovamente esposte all'ossigeno. Questo improvviso aumento di ossigeno può creare sostanze dannose note come Specie reattive dell'ossigeno (ROS). Queste ROS possono danneggiare le cellule vegetali e disturbare le funzioni normali. Le piante devono rapidamente adattarsi per utilizzare di nuovo l'ossigeno in modo efficace, eseguire la fotosintesi e evitare la disidratazione, mentre affrontano potenziali carenze di zucchero ed energia.

Sia la bassa ossigeno che il ritorno improvviso all'ossigeno possono portare a un aumento delle ROS, il che richiede alla pianta di gestire attentamente le proprie risposte. In alcuni casi, questa esplosione di ROS può segnalare la necessità per la pianta di rispondere allo stress causato da condizioni di ossigeno scarso.

L'Interazione tra Ipossia e ROS

Studi su una pianta comune di ricerca, l'Arabidopsis, mostrano che lo stress causato da bassa ossigeno induce anche livelli di ROS. Quando le piante sono sommerse, vivono un'ondata di ROS, e quando tornano in superficie, la quantità di ROS può aumentare ulteriormente a causa della riattivazione dei processi metabolici. Questo pone la domanda se la bassa ossigeno e le ROS siano collegate nel modo in cui le piante rispondono a questi segnali.

Sebbene sia noto che l'ipossia innesca risposte nelle piante, l'impatto delle ROS sulla macchina delle piante che percepisce i livelli di ossigeno è meno compreso. Curiosamente, sembra che questi due fattori di stress possano interagire, portando a cambiamenti complessi nel modo in cui le piante esprimono i geni legati allo stress.

Il Ruolo delle ERFVIIs nella Risposta delle Piante

Le ERFVIIs sono essenziali per aiutare l'Arabidopsis a far fronte sia alla bassa ossigeno che allo stress ossidativo. Negli esperimenti, le piante che mancavano di ERFVIIs hanno mostrato un recupero scarso dopo essere state esposte a bassa ossigeno e poi consentite di tornare alle condizioni normali. Questo suggerisce che le ERFVIIs aiutino la pianta a resistere allo stress associato sia all'ipossia che alla presenza improvvisa di ossigeno.

Utilizzando vari metodi, i ricercatori hanno scoperto che le ERFVIIs rimangono stabili e attive nei nuclei delle piante anche quando sono esposte a ROS. Questa stabilità è cruciale poiché consente alle ERFVIIs di continuare a regolare l'espressione di geni specifici legati allo stress. Tuttavia, è interessante notare che, pur essendo stabili, le ERFVIIs tendono a reprimere l'attivazione dei geni responsivi all'ipossia in presenza di ROS.

Stabilizzazione delle ERFVIIs

I ricercatori hanno dimostrato che le ERFVIIs rimangono stabili quando le piante sono trattate con ROS o quando vengono reossigenate. Normalmente, quando l'ossigeno è abbondante, le PCO segnalerebbero le ERFVIIs per la distruzione. Tuttavia, quando le ROS sono presenti, l'attività delle PCO diminuisce, portando a una stabilizzazione delle ERFVIIs e rendendole disponibili per interagire con il DNA della pianta.

Negli studi che coinvolgono modifiche genetiche, gli scienziati hanno creato versioni delle ERFVIIs che prevenivano la degradazione. Queste proteine modificate hanno dimostrato che la stabilità delle ERFVIIs è direttamente correlata alla loro interazione con la via N-degron, che tipicamente determina quanto a lungo le proteine durano all'interno della cellula.

L'Impatto delle ROS sulle PCO

I ricercatori hanno anche esaminato come le ROS influenzano l'attività delle PCO. Quando esposte a ROS, l'attività di questi enzimi rallenta. Questa riduzione dell'attività previene la degradazione delle ERFVIIs, consentendo loro di rimanere attive nella regolazione dell'Espressione genica. Tuttavia, i meccanismi esatti tramite cui le ROS inibiscono l'attività delle PCO sono complessi e coinvolgono cambiamenti nell'enzima stesso.

Negli studi di laboratorio, gli scienziati hanno osservato che anche a basse quantità, le ROS possono ridurre significativamente la funzionalità delle PCO. Questa scoperta indica che in condizioni di stress ossidativo, la capacità della pianta di elaborare l'ossigeno è compromessa, permettendo alle ERFVIIs di sfuggire alla degradazione e stabilizzarsi.

Cambiamenti nell'Espressione Genica

Ulteriori indagini si sono concentrate su come i cambiamenti nella stabilità delle ERFVIIs influenzino l'espressione genica. Durante la respirazione normale e la fotosintesi, così come sotto stress da bassa ossigeno e ROS, le piante devono gestire come esprimono vari geni. L'equilibrio tra l'attivazione dei geni responsivi all'ipossia e dei geni dello stress ossidativo determina quanto bene una pianta può sopravvivere.

Quando i ricercatori hanno esposto le piante a ROS durante l'ipossia, hanno notato un calo nell'espressione dei geni importanti responsivi all'ipossia. Invece, sono stati attivati i geni che rispondono allo stress ossidativo. Questa scoperta suggerisce che il meccanismo di risposta della pianta è flessibile e può adattarsi a seconda degli stress specifici che affronta.

Effetti Complessivi di Ipossia e ROS

Gli effetti combinati di ipossia e ROS dimostrano che le piante possono cambiare la loro espressione genica in base ai tipi di stress che affrontano. Possono differenziare tra bassa ossigeno e stress ossidativo, innescando set di risposte diverse.

Le piantine di Arabidopsis sotto stress da ipossia hanno mostrato cambiamenti marcati nell'espressione genica. Quando i livelli di ROS aumentavano, l'espressione di geni chiave che sarebbero normalmente attivati durante condizioni di bassa ossigeno diminuiva. Questo cambiamento significativo rivela un meccanismo sofisticato che consente alle piante di dare priorità a determinate strategie di sopravvivenza rispetto ad altre, a seconda dell'ambiente immediato.

Il Ruolo dei Fattori di Trascrizione

Le ERFVIIs sono fattori di trascrizione che svolgono un ruolo critico nella gestione delle risposte delle piante allo stress. Nel contesto sia dell'ipossia che dello stress ossidativo, aiutano a regolare con quale rapidità le piante possono passare tra diversi meccanismi di sopravvivenza. Stabilizzandosi durante le alte condizioni di ROS, le ERFVIIs possono controllare l'espressione di geni cruciali per adattarsi sia a bassa ossigeno che a scenari ad alta ROS.

Tuttavia, mentre promuovono le risposte alla bassa ossigeno, possono inibire l'espressione dei geni responsivi all'ipossia in presenza di ROS. Questo ruolo duale riflette la necessità della pianta di reagire in modo appropriato a un ambiente in rapida evoluzione.

Conclusione

Capire come le piante rispondono sia all'ipossia che allo stress ossidativo attraverso le azioni delle ERFVIIs e delle PCO evidenzia la complessità delle strategie di sopravvivenza delle piante. La capacità di tollerare e gestire vari stress ambientali è essenziale per la salute delle piante, specialmente in condizioni fluttuanti come le inondazioni.

Mentre i ricercatori continuano a indagare su questi percorsi, approfondire la resilienza delle piante potrebbe portare a progressi nelle pratiche agricole, migliorando la resistenza delle colture attraverso condizioni avverse. Lo studio continuo di questi meccanismi dimostra le intricate relazioni tra diversi tipi di stress e come le piante danno priorità alle loro risposte per garantire la sopravvivenza.

Fonte originale

Titolo: H2O2 repurposes the plant oxygen-sensing machinery to control the transcriptional response to oxidative stress

Estratto: Plants sense reduced oxygen availability (hypoxia) through Plant Cysteine Oxidases (PCOs). Reduced PCO activity in hypoxia, as seen during submergence, stabilises Group VII Ethylene Response Factors (ERFVIIs), master regulators of adaptive metabolic and anatomic responses. Equally important is timely arrest of these responses upon reoxygenation, assumed to occur through ERFVII degradation. Reoxygenation involves reactive oxygen species (ROS) production. Here, we report that instead of degradation, reoxygenation results in ERFVII nuclear stabilisation, an effect mimicked by direct H2O2 treatment. Interestingly, typical hypoxia marker genes are repressed while genes involved in ROS homeostasis and oxidative stress protection are upregulated. Using in planta, heterologous and biochemical assays, we reveal that ROS-related ERFVII stabilisation is caused by PCO inactivation. Stabilised ERFVIIs are retained at hypoxia-responsive promoters but become repressors. Our findings suggest that by responding to both oxygen and ROS, PCOs coordinate ERFVII stability to regulate timely responses to damaging fluctuations in oxygen availability.

Autori: Emily Flashman, S. Akter, M. Perri, M. Lavilla-Puerta, B. Ferretti, L. Dalle Carbonare, V. Shukla, Y. Telara, D. Zhang, D. M. Gunawardana, W. K. Myers, B. Giuntoli, F. Licausi

Ultimo aggiornamento: 2024-11-04 00:00:00

Lingua: English

URL di origine: https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2024.10.21.619351

Fonte PDF: https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2024.10.21.619351.full.pdf

Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/

Modifiche: Questa sintesi è stata creata con l'assistenza di AI e potrebbe presentare delle imprecisioni. Per informazioni accurate, consultare i documenti originali collegati qui.

Si ringrazia biorxiv per l'utilizzo della sua interoperabilità ad accesso aperto.

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