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Lo studio sul circovirus canino rivela novità sui lupi

Le ricerche mostrano che il CanineCV si diffonde tra i lupi e influisce su altri virus.

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I circovirus sono virus piccoli che hanno un pezzo circolare di DNA. Sono noti per la loro capacità di infettare diversi tipi di animali. Il loro DNA è composto da due parti importanti che aiutano il virus a replicarsi e formare il suo guscio esterno. Questi virus sono stati trovati in vari mammiferi, sia sulla terra che in acqua, compresi molti tipi di carnivori come orsi, gatti e cani.

Circovirus Canino

Il circovirus canino, conosciuto specificamente come CanineCV, è l'unico tipo di circovirus che infetta i cani. Questo virus è stato scoperto per la prima volta nel 2012 in cani dell'America del Nord. Da allora è stato riscontrato in cani in tutto il mondo. Alcuni cani hanno mostrato segni di malattia, tra cui problemi di stomaco e difficoltà respiratorie una volta infettati, ma non è ancora chiaro se il CanineCV sia l'unico responsabile di questi problemi di salute.

Altri circovirus, come il circovirus suino, sono noti per causare gravi problemi di salute negli animali. Questi virus possono indebolire il sistema immunitario e rappresentare un rischio per la fauna selvatica. Pertanto, gli effetti sulla salute del CanineCV nei cani devono essere presi sul serio.

Diffusione Tra Animali Selvatici e Domestici

Il CanineCV è stato trovato non solo nei cani domestici ma anche in carnivori selvatici come Lupi, volpi e tassi. Questo suggerisce che il virus può essere trasmesso tra diverse specie di animali, specialmente dove animali selvatici e domestici entrano in contatto. Un tipo di CanineCV noto come circovirus della volpe è stato trovato solo negli animali selvatici ed è geneticamente diverso dai ceppi trovati nei cani.

I circovirus delle volpi sono stati rilevati per la prima volta in volpi selvatiche nel Regno Unito. Da allora, sono stati trovati in altri paesi come Italia, Croazia e persino nelle volpi artiche in Canada. Curiosamente, questo particolare tipo di virus non è stato trovato nei cani domestici, anche se esiste in specie selvatiche simili.

Focus dello Studio

Questo studio si è concentrato sui lupi grigi nei Territori del Nord-Ovest del Canada per saperne di più sul CanineCV e i suoi effetti. Sono stati raccolti campioni da 159 lupi tra il 2007 e il 2019. L'obiettivo era scoprire quanto fosse comune il CanineCV tra questi lupi e tracciare il movimento del virus tra gli animali. I ricercatori volevano anche capire come si diffondeva a livello internazionale e hanno esaminato i modelli generali dei circovirus delle volpi.

Raccolta dei Campioni

I campioni di lupo provenivano da diverse aree dei Territori del Nord-Ovest. I ricercatori hanno suddiviso la raccolta dei campioni in tre regioni principali. Hanno raccolto campioni principalmente durante l'inverno. È stata anche notata la condizione corporea dei lupi e sono state esaminate la presenza di altri virus che colpiscono i cani.

Test per i Virus

Per controllare il CanineCV, i ricercatori hanno utilizzato strumenti specifici per esaminare il DNA dei campioni di lupo. Hanno utilizzato primer speciali che aiutano a rilevare il virus nei campioni. È stata utilizzata la tecnologia di sequenziamento per ottenere il genoma completo dei virus presenti nei lupi che avevano alte quantità del virus.

Risultati sul CanineCV nei Lupi

Su 159 campioni di lupo, 72 hanno dato esito positivo per il CanineCV, dimostrando che circa il 45% dei lupi era infetto. I tassi di Infezione erano simili tra lupi maschi e femmine, così come tra adulti e cuccioli. I ricercatori hanno notato tassi di infezione più elevati in aree vicino alla capitale, Yellowknife.

Curiosamente, le infezioni da CanineCV non sembravano influenzare la salute generale dei lupi, poiché non c'era un legame significativo tra essere infettati da CanineCV e una scarsa condizione corporea. Tuttavia, i lupi che avevano CanineCV erano più propensi a essere infettati anche da altri virus, specificamente il parvovirus canino e il bufavirus canino.

Co-infezione da Parvovirus

Un aspetto notevole di questo studio è stata la scoperta che i lupi infettati da CanineCV mostrano spesso co-infezioni con altri parvovirus. La ricerca ha trovato che l'87,5% dei lupi con CanineCV era anche infetto da altri parvovirus. I dati suggerivano che il CanineCV potrebbe aumentare il rischio di diventare infetti da questi parvovirus.

Anche se lo studio non poteva affermare definitivamente quale virus fosse venuto per primo, ha sollevato la possibilità che il CanineCV potesse indebolire il sistema immunitario, rendendo i lupi più suscettibili ad altre infezioni.

Diversità del CanineCV nei Lupi

I test hanno rivelato che c'erano diversi tipi di CanineCV presenti tra i lupi infetti. Alcuni lupi portavano più di un tipo di virus, mostrando una complessa varietà di ceppi virali. I virus trovati nei lupi facevano parte di diversi gruppi genetici, suggerendo che più ceppi circolassero in quest'area negli anni.

Alcuni ceppi erano unici per regioni specifiche, indicando possibili fattori geografici che influenzano i virus in questi lupi.

Diffusione Globale dei Circovirus delle Volpi

Lo studio ha anche esaminato il quadro generale di come i circovirus delle volpi sono distribuiti globalmente. I ricercatori hanno confrontato i campioni di lupo canadesi con altri circovirus delle volpi noti in tutto il mondo. Hanno trovato che i ceppi canadesi erano strettamente correlati a quelli trovati in altri paesi, indicando una distribuzione geografica più ampia.

I circovirus delle volpi sono stati finora rilevati solo nella fauna selvatica. I risultati suggerivano che, mentre i cani domestici potrebbero non avere circovirus delle volpi, potrebbero essere coinvolti nella trasmissione di altri tipi di CanineCV.

Importanza della Salute della Fauna Selvatica

Capire le dinamiche di questi virus negli animali selvatici è cruciale non solo per la conservazione della fauna selvatica ma anche per la salute degli animali domestici. Gli animali selvatici possono fungere da serbatoi per virus che potrebbero influenzare animali da compagnia o bestiame.

L'alto tasso di infezione da CanineCV tra i lupi suggerisce che svolgono un ruolo importante nel ciclo vitale del virus, sottolineando ulteriormente la necessità di continuare la ricerca su questi virus.

Conclusione

La ricerca sul CanineCV e sui circovirus delle volpi mette in evidenza le complesse relazioni tra animali selvatici e domestici. Anche se gli effetti del CanineCV sulla salute dei cani rimangono un po' incerti, il collegamento ad altri virus prevalenti come il parvovirus solleva domande importanti su come questi virus potrebbero interagire.

I risultati dai lupi in Canada aggiungono informazioni preziose sulla circolazione del CanineCV nella fauna selvatica. Man mano che quest'area di studio continua a svilupparsi, sarà importante monitorare questi virus tra diverse specie e luoghi per comprendere meglio il loro impatto ecologico.

Fonte originale

Titolo: Diverse fox circovirus (Circovirus canine) variants circulate at high prevalence in grey wolves (Canis lupus) from the Northwest Territories, Canada

Estratto: Canine circoviruses (CanineCV) have a worldwide distribution in dogs and are occasionally detected in wild carnivorans, indicating their ability for cross-species transmission. However, fox circovirus, a lineage of CanineCV, has been identified exclusively in wild canids. We analyzed spleen samples from 159 grey wolves from the Northwest Territories, Canada, to investigate the molecular epidemiology of CanineCV and formulate hypotheses about virus ecology and evolution. Overall, 72 out of 159 (45.3%) animals tested positive. Virus prevalence was similar between males and females, adults and juveniles, and across the investigated years and locations. CanineCV infection was not associated with a poor body condition. While the percentage of co-infections with canine parvoviruses, investigated in a previous study, was high (63/72, 87.5%), the rate of parvovirus infection in CanineCV-negative animals was significantly lower (42/87, 48.3%, {chi}2 = 27.03, p < 0.001), and CanineCV infection was associated with a 7.5- and 2.4-fold increase in the risk of acquiring canine parvovirus 2 or canine bufavirus infections, respectively (odds ratios: 3.5-16.9 and 1.3-5.8). Although common risk factors cannot be ruled out, this suggests that CanineCV may facilitate parvoviral super-infections. Sequencing revealed high CanineCV genetic diversity, further exacerbated by recombination. Of the 69 sequenced strains, 87.5% were fox circoviruses, five were related to a fox circovirus-like recombinant strain, and one belonged to a distant lineage. In the phylogenetic analysis, the virus sequences were distributed according to sampling locations, with some viruses being geographically restricted. Different clades of viruses were identified in the same areas and over multiple years (2007-2019), indicating the co-existence of multiple endemic lineages in the investigated area. Phylogenetic analysis of all available complete fox circovirus genomes (32 from foxes and 15 from wolves from North America and Europe) demonstrated four lineages, each including sequences from this study. Within each lineage, strains segregated geographically and not by host. This implies that, although multiple lineages co-exist, viruses do not frequently move between locations. Finally, viruses from Europe and North America were mixed, indicating that the origin of the four lineages might predate the segregation of European and American wolf and fox populations. Given the high prevalence and diversity of fox circoviruses in wolves, these animals should be considered reservoir hosts for these viruses. Although we cannot exclude a lower susceptibility of dogs, the lack of fox circovirus in dogs could be due to environmental circumstances that prevented its spread to dogs. Given the high diversity and wild host specificity, we presume a long-lasting association between fox circovirus and canine hosts and hypothesize a higher likelihood of transmission from dogs to wild animals than vice versa. Further studies should investigate other sympatric wild species and additional locations to explore the possible existence of additional maintenance hosts and the reasons behind the marked difference in cross-species transmission dynamics among CanineCV lineages.

Autori: Marta Canuti, A. V. L. King, G. Franzo, H. D. Cluff, L. E. Larsen, H. Fenton, S. C. Dufour, A. S. Lang

Ultimo aggiornamento: 2024-07-17 00:00:00

Lingua: English

URL di origine: https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2024.03.08.584028

Fonte PDF: https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2024.03.08.584028.full.pdf

Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/

Modifiche: Questa sintesi è stata creata con l'assistenza di AI e potrebbe presentare delle imprecisioni. Per informazioni accurate, consultare i documenti originali collegati qui.

Si ringrazia biorxiv per l'utilizzo della sua interoperabilità ad accesso aperto.

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