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Classificare gli Oggetti Celesti: Riflessioni dal MiniJPAS Survey

Questo studio usa reti neurali per classificare stelle, galassie e quasar nell'universo.

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Indice

Il miniJPAS survey è uno studio astronomico che cerca di identificare e classificare vari oggetti celesti, come stelle, galassie e quasar. Questo survey fa parte di un progetto più grande chiamato J-PAS, che prevede di osservare un’ampia area del cielo in diversi bande ottiche. L'obiettivo è classificare efficacemente le sorgenti puntiformi usando tecniche avanzate.

L'importanza di classificare gli oggetti celesti

Classificare gli oggetti astronomici è fondamentale per capire l'universo. I diversi tipi di corpi celesti emettono luce in modi unici, il che può dare indicazioni sulla loro composizione, distanza ed evoluzione. Tuttavia, distinguere tra stelle, galassie e quasar è complicato, soprattutto quando gli oggetti sono deboli o lontani.

In questo studio, abbiamo usato reti neurali artificiali (ANN) per classificare queste sorgenti celesti. Le ANN sono modelli computerizzati che imitano il modo in cui il cervello umano elabora le informazioni. Possono apprendere dai dati e fare previsioni basate su quell'apprendimento.

Il miniJPAS Survey

Il miniJPAS survey ha raccolto dati da un'area del cielo conosciuta come il campo AEGIS. Questa regione è stata osservata in 60 bande ottiche diverse, permettendo uno studio dettagliato di vari oggetti. L'obiettivo principale era classificare gli oggetti in quattro categorie:

  1. Stelle
  2. Galassie
  3. Quasar a basso redshift
  4. Quasar ad alto redshift

Il processo di classificazione si basava sulla luminosità e sul colore degli oggetti, ottenuti dalle osservazioni miniJPAS.

Addestramento delle reti neurali

Per addestrare le reti neurali, abbiamo prima creato dei dati mock. I dati mock sono dataset simulati che assomigliano a osservazioni reali ma permettono test controllati. Questi dati hanno servito da base per addestrare le reti. Abbiamo usato varie caratteristiche, o input, come flusso luminoso e colori per aiutare le reti a imparare a quale classe apparteneva ciascun oggetto.

Abbiamo sviluppato due tipi di reti neurali, ciascuna addestrata con set di input diversi. Una utilizzava flussi relativi (misurazioni di luce relative a una banda specifica), mentre l'altra impiegava colori e magnitudini.

Aumento dei Dati

L'aumento dei dati è una tecnica usata per aumentare la quantità di dati di addestramento senza raccoglierne di più. In questo studio, abbiamo utilizzato un metodo chiamato ibride, dove abbiamo combinato caratteristiche di diverse classi per creare nuovi esempi di addestramento. Questo approccio mirava a migliorare l'apprendimento e le prestazioni delle reti.

Tuttavia, abbiamo scoperto che aumentare semplicemente la quantità di dati misti non migliorava in modo significativo la capacità delle reti di classificare accuratamente gli oggetti. Il set di addestramento originale conteneva già abbastanza variazione per funzionare bene.

Valutazione delle prestazioni

Per valutare le prestazioni dei classificatori, abbiamo utilizzato varie metriche che ci hanno permesso di capire quanto bene le reti classificavano gli oggetti. Uno strumento utile è stata la matrice di confusione. Questa matrice mostrava le classificazioni reali e previste fianco a fianco, evidenziando dove le reti confondevano le diverse classi.

Un'altra metrica importante era il punteggio F1, che considera sia la precisione (quanti oggetti previsti erano corretti) sia il richiamo (quanti oggetti reali sono stati identificati correttamente). Questo punteggio forniva una valutazione equilibrata delle prestazioni dei classificatori.

Risultati dei campioni di test mock

Quando abbiamo testato i classificatori sui dati mock, abbiamo osservato che l'accuratezza variava a seconda della luminosità degli oggetti. Gli oggetti più deboli erano più difficili da classificare correttamente, il che è un problema comune nei survey astronomici.

Per i quasar ad alto redshift, abbiamo ottenuto punteggi F1 elevati, il che indica che i classificatori erano in grado di identificare efficacemente questi oggetti distanti. Tuttavia, la confusione si verificava principalmente tra quasar a basso redshift e galassie, poiché queste due classi spesso condividono caratteristiche simili.

Osservazioni reali

Abbiamo anche valutato le prestazioni dei nostri classificatori su dati reali ottenuti dal Sloan Digital Sky Survey (SDSS). Questo confronto ha aiutato a determinare se i nostri modelli fossero accurati nella classificazione delle osservazioni reali. I risultati erano promettenti, mostrando che i nostri classificatori potevano funzionare bene con dati reali, anche se sono state notate alcune limitazioni a causa delle dimensioni ridotte del campione.

Sfide nella classificazione

Una sfida significativa emersa durante lo studio è stata la sovrapposizione tra quasar a basso redshift e galassie. In molti casi, la luce di una galassia poteva mascherare o mescolarsi con quella di un quasar, rendendo difficile la classificazione. Questa ambiguità è particolarmente pronunciata in alcuni casi, dove i classificatori spesso davano classificazioni doppie.

Conclusione e prospettive future

In sintesi, il miniJPAS survey dimostra il potenziale dell'uso delle reti neurali artificiali per classificare efficacemente gli oggetti celesti. Lo studio ha mostrato che, sebbene ci siano sfide, soprattutto riguardo le classi sovrapposte, le prestazioni complessive dei modelli sono promettenti.

Il lavoro futuro comporterà la raccolta di più dati per perfezionare e riaddestrare le reti neurali, migliorando la loro capacità di classificare non solo gli oggetti presenti nel survey, ma anche di fornire una comprensione più profonda della struttura e della composizione dell'universo. Con il progresso delle nuove tecnologie e metodologie, il campo della classificazione astronomica continuerà a evolversi.

Fonte originale

Titolo: The miniJPAS survey quasar selection III: Classification with artificial neural networks and hybridisation

Estratto: This paper is part of large effort within the J-PAS collaboration that aims to classify point-like sources in miniJPAS, which were observed in 60 optical bands over $\sim$ 1 deg$^2$ in the AEGIS field. We developed two algorithms based on artificial neural networks (ANN) to classify objects into four categories: stars, galaxies, quasars at low redshift ($z < 2.1)$, and quasars at high redshift ($z \geq 2.1$). As inputs, we used miniJPAS fluxes for one of the classifiers (ANN$_1$) and colours for the other (ANN$_2$). The ANNs were trained and tested using mock data in the first place. We studied the effect of augmenting the training set by creating hybrid objects, which combines fluxes from stars, galaxies, and quasars. Nevertheless, the augmentation processing did not improve the score of the ANN. We also evaluated the performance of the classifiers in a small subset of the SDSS DR12Q superset observed by miniJPAS. In the mock test set, the f1-score for quasars at high redshift with the ANN$_1$ (ANN$_2$) are $0.99$ ($0.99$), $0.93$ ($0.92$), and $0.63$ ($0.57$) for $17 < r \leq 20$, $20 < r \leq 22.5$, and $22.5 < r \leq 23.6$, respectively, where $r$ is the J-PAS rSDSS band. In the case of low-redshift quasars, galaxies, and stars, we reached $0.97$ ($0.97$), $0.82$ ($0.79$), and $0.61$ ($0.58$); $0.94$ ($0.94$), $0.90$ ($0.89$), and $0.81$ ($0.80$); and $1.0$ ($1.0$), $0.96$ ($0.94$), and $0.70$ ($0.52$) in the same r bins. In the SDSS DR12Q superset miniJPAS sample, the weighted f1-score reaches 0.87 (0.88) for objects that are mostly within $20 < r \leq 22.5$. Finally, we estimate the number of point-like sources that are quasars, galaxies, and stars in miniJPAS.

Autori: G. Martínez-Solaeche, Carolina Queiroz, R. M. González Delgado, Natália V. N. Rodrigues, R. García-Benito, Ignasi Pérez-Ràfols, L. Raul Abramo, Luis Díaz-García, Matthew M. Pieri, Jonás Chaves-Montero, A. Hernán-Caballero, J. E. Rodríguez-Martín, Silvia Bonoli, Sean S. Morrison, Isabel Márquez, J. M. Vílchez, C. López-Sanjuan, A. J. Cenarro, R. A. Dupke, A. Martín-Franch, J. Varel, H. Vázquez Ramió, D. Cristóbal-Hornillos, M. Moles, J. Alcaniz, N. Benitez, J. A. Fernández-Ontiveros, A. Ederoclite, V. Marra, C. Mendes de Oliveira, K. Taylor

Ultimo aggiornamento: 2023-03-22 00:00:00

Lingua: English

URL di origine: https://arxiv.org/abs/2303.12684

Fonte PDF: https://arxiv.org/pdf/2303.12684

Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

Modifiche: Questa sintesi è stata creata con l'assistenza di AI e potrebbe presentare delle imprecisioni. Per informazioni accurate, consultare i documenti originali collegati qui.

Si ringrazia arxiv per l'utilizzo della sua interoperabilità ad accesso aperto.

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