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# Scienze della salute# Malattie infettive (eccetto HIV/AIDS)

Infezioni virali: Disparità nell'esposizione e nell'impatto

Uno studio rivela differenze nell'esposizione ai virus in base all'etnia e ai fattori socioeconomici.

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Le Infezioni virali sono un grosso problema di salute in tutto il mondo. Possono causare una vasta gamma di malattie, da sintomi leggeri come febbre e dolori muscolari a condizioni gravi come insufficienza respiratoria e infiammazione cerebrale. Alcune infezioni virali possono persino portare a problemi di salute a lungo termine come il diabete e alcuni tipi di cancro.

Anche se molte persone vivono sintomi leggeri, l'impatto delle infezioni virali non è lo stesso per tutti. La ricerca ha mostrato che ci sono differenze nella frequenza con cui certi gruppi di persone si infettano, a seconda di fattori come genere ed etnia. Ad esempio, negli Stati Uniti, le donne tendono ad avere tassi più alti di infezioni da virus come il papillomavirus umano (HPV) e il virus herpes simplex 2 (HSV-2). D'altra parte, gli uomini, in particolare quelli che hanno rapporti sessuali con altri uomini, sono più colpiti dal virus dell'immunodeficienza umana (HIV).

Queste differenze nei tassi di infezione possono variare nel tempo e in diverse aree. Per esempio, gli sforzi di Vaccinazione hanno ridotto significativamente il numero di infezioni da epatite A in alcune popolazioni di nativi americani in Arizona. Allo stesso modo, la febbre dengue, un virus trasmesso dalle zanzare, mostra alti tassi di infezione nelle regioni tropicali rispetto agli Stati Uniti continentali.

Limitazioni dei Metodi di Rilevamento Attuali

Rilevare le infezioni virali è fondamentale per gestire la salute pubblica, ma i metodi tradizionali usati hanno delle limitazioni. La maggior parte dei test si concentra su come rilevare il virus stesso o misurare la risposta immunitaria del corpo ad esso. Ad esempio, i test molecolari cercano il materiale genetico del virus, ma potrebbero non funzionare bene se la persona ha già eliminato l'infezione. D'altra parte, i test che controllano gli anticorpi possono rimanere positivi a lungo dopo che un'infezione è stata eliminata, il che significa che potrebbero non riflettere accuratamente i tassi di infezione attuali.

Nuovi metodi di test stanno emergendo e possono analizzare più virus contemporaneamente. Queste tecniche avanzate stanno cominciando a fornire un quadro più chiaro dei diversi virus a cui le persone sono state esposte, aiutando i ricercatori a identificare schemi e disparità nei tassi di infezione tra gruppi diversi.

Studio sull'Esposizione ai Virus a Phoenix, Arizona

In uno studio condotto a Phoenix, Arizona, i ricercatori hanno esaminato come diversi gruppi di persone siano stati colpiti da vari virus. Hanno raccolto campioni di sangue da 400 persone in una struttura sanitaria che serve una popolazione diversificata. Per assicurarsi che l'età non influisse sui risultati, si sono concentrati su persone tra i 30 e i 60 anni.

I partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi in base alla loro etnia (bianchi ispanici e bianchi non ispanici) e genere (uomini e donne). La maggior parte dei partecipanti era senza assicurazione o coperta da programmi di assicurazione sanitaria pubblica, indicando un fattore socioeconomico nelle disparità di salute osservate.

Test per Anticorpi Virali

I ricercatori hanno usato un nuovo metodo di test chiamato PepSeq per analizzare i campioni di sangue. Questo metodo ha permesso di testare gli anticorpi contro un'ampia gamma di virus tutti insieme. Hanno scoperto che il livello medio delle risposte anticorpali era simile tra uomini e donne, così come tra i due gruppi etnici studiati. Tuttavia, hanno anche identificato differenze significative nei tipi di virus a cui le persone sono state esposte in base alla loro etnia.

Analisi dei Risultati

Lo studio ha rivelato che, nel complesso, le persone più anziane avevano tassi più alti di esposizione a diversi virus. Tuttavia, guardando specificamente alle differenze tra i due gruppi etnici, i bianchi ispanici mostravano una maggiore Seropositività per diversi virus, incluso il citomegalovirus (CMV) e i virus herpes simplex. Al contrario, i bianchi non ispanici avevano tassi più alti di alcuni virus, come il virus herpes umano 7 (HHV-7).

Fattori socioeconomici e Disparità nella Salute

I risultati dello studio hanno evidenziato che i fattori socioeconomici giocavano un ruolo fondamentale nelle disparità di salute osservate. Molti dei partecipanti bianchi ispanici erano senza assicurazione, suggerendo che potessero avere meno accesso ai servizi sanitari, comprese vaccinazioni e trattamenti per le infezioni virali. Al contrario, i bianchi non ispanici erano più propensi ad avere assicurazioni commerciali.

In modo interessante, tra coloro che avevano un'assicurazione pubblica, i livelli di seropositività si trovavano tra il gruppo dei bianchi ispanici senza assicurazione e quello dei bianchi non ispanici assicurati. Questo suggerisce che lo stato di assicurazione e l'accesso ai servizi sanitari possono influire sui tassi di esposizione a determinati virus.

Il Ruolo della Vaccinazione

Due virus identificati nello studio avevano vaccini disponibili: il virus dell'epatite A (HAV) e l'enterovirus C (EV-C), che include il poliovirus. I ricercatori volevano determinare se i tassi di vaccinazione influenzassero le differenze di seropositività notate tra i gruppi. Per l'HAV, potevano distinguere tra gli anticorpi derivanti dalla vaccinazione e quelli derivanti dall'infezione naturale. Hanno scoperto che la maggiore seropositività tra i bianchi ispanici era probabilmente dovuta all'infezione naturale piuttosto che alla vaccinazione.

Quando hanno valutato l'EV-C, non hanno trovato differenze nelle risposte al poliovirus, ma hanno visto disparità significative nella risposta ad altri ceppi di EV-C che non hanno vaccini disponibili. Questo indica che i tassi di esposizione a ceppi non vaccinali di EV-C potrebbero spiegare le disparità tra i gruppi etnici.

Scoprire Disparità Sconosciute

Lo studio ha anche rivelato alcune disparità in precedenza non identificate nell'esposizione ai virus. Ad esempio, c'erano differenze significative nella seropositività per virus che di solito non vengono inclusi in altri Studi. Questi risultati evidenziano la necessità di ulteriori ricerche su virus poco studiati e su come impattano diverse popolazioni.

Conclusione

Nel complesso, questa ricerca sottolinea l'importanza di comprendere le infezioni virali e i loro impatti disparati su diverse popolazioni. Utilizzando nuovi metodi di test come il PepSeq, i ricercatori possono ottenere preziose informazioni sulle storie di esposizione ai virus. Riconoscere l'influenza dei fattori socioeconomici e il ruolo dell'accesso ai servizi sanitari è cruciale per affrontare queste disparità. Saranno necessari studi futuri per esplorare ulteriormente queste questioni e sviluppare strategie per migliorare gli esiti di salute per le popolazioni a rischio.

Fonte originale

Titolo: Mapping disparities in viral infection rates using highly-multiplexed serology

Estratto: Despite advancements in medical interventions, the disease burden caused by viral pathogens remains large and highly diverse. This burden includes the wide range of signs and symptoms associated with active viral replication as well as a variety of clinical sequelae of infection. Moreover, there is growing evidence supporting the existence of sex- and ethnicity-based health disparities linked to viral infections and their associated diseases. Despite several well-documented disparities in viral infection rates, our current understanding of virus-associated health disparities remains incomplete. This knowledge gap can be attributed, in part, to limitations of the most commonly used viral detection methodologies, which lack the breadth needed to characterize exposures across the entire virome. Additionally, virus-related health disparities are dynamic and often differ considerably through space and time. In this study, we utilize PepSeq, an approach for highly-multiplexed serology, to broadly assess an individuals history of viral exposures, and we demonstrate the effectiveness of this approach for detecting infection disparities through a pilot study of 400 adults aged 30-60 in Phoenix, AZ. Using a human virome PepSeq library, we observed expected seroprevalence rates for several common viruses and detected both expected and previously undocumented differences in inferred rates of infection between our Hispanic White and non-Hispanic White individuals. ImportanceOur understanding of population-level virus infection rates and associated health disparities is incomplete. In part, this is because of the high diversity of human-infecting viruses and the limited breadth and sensitivity of traditional approaches for detecting infection events. Here, we demonstrate the potential for modern, highly-multiplexed antibody detection methods to greatly increase our understanding of disparities in rates of infection across subpopulations (e.g., different sexes or ethnic groups). The use of antibodies as biomarkers allows us to detect evidence of past infections over an extended period of time, and our approach for highly-multiplexed serology (PepSeq) allows us to measure antibody responses against 100s of viruses in an efficient and cost-effective manner.

Autori: Jason T Ladner, A. Pina, E. A. Elko, R. Caballero, M. Mulrow, D. Quan, L. Nordstrom, J. A. Altin

Ultimo aggiornamento: 2024-02-23 00:00:00

Lingua: English

URL di origine: https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2024.02.22.24303200

Fonte PDF: https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2024.02.22.24303200.full.pdf

Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

Modifiche: Questa sintesi è stata creata con l'assistenza di AI e potrebbe presentare delle imprecisioni. Per informazioni accurate, consultare i documenti originali collegati qui.

Si ringrazia medrxiv per l'utilizzo della sua interoperabilità ad accesso aperto.

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